Bevande in commercio: dove si nasconde il glutine? E a cosa si deve fare attenzione per non correre rischi?

Abbiamo rivolto qualche dottoressa Susanna Neuhold, Responsabile Nazionale Food Gruppo AIC, per capire meglio come districarsi tra succhi di frutta, bollicine, birre ed energy drink.

12178408_l«Anche le bevande possono contenere ingredienti con glutine o subire contaminazioni nelle fasi di produzione. Per nettari e succhi di frutta, ad esempio, si consiglia il controllo degli ingredienti: se non sono addizionati con vitamine o altre sostanze (come le fibre), possono essere considerati sicuri, di qualsiasi marca o produttore si tratti (anche se contenenti acido ascorbico, acido citrico e sciroppo di glucosio o fruttosio). Se invece contengono altri ingredienti, si suggerisce di verificare la presenza della dicitura “senza glutine” sull’etichetta o il riferimento nel Prontuario AIC. Viceversa, si sconsiglia sempre il consumo di bevande a base di avena o di cereali come il malto, l’orzo e la segale».

E le bevande gassate?
«Aranciata, cola ed energy drink sono permesse. Il dubbio rimane, invece, sulle bevande light, di più recente diffusione, perché possono contenere additivi non adatti al celiaco. Per il momento, il suggerimento è quello di controllare sempre la presenza della dicitura “senza glutine” sull’etichetta».

birra-senza-glutine-brunehautChe fare invece con la birra?
«La birra è ottenuta dalla fermentazione alcolica dei mosti preparati generalmente con malto d’orzo e/o di frumento. Le birre tradizionali contengono normalmente quantitativi di glutine superiori al limite dei 20 ppm e non sono indicate per i celiaci. Esistono, però, in commercio anche birre formulate per i celiaci, con malti di cereali naturalmente privi di glutine, come riso o miglio. Da qualche anno sono disponibili birre tradizionali garantite “senza glutine”. Ciò è stato possibile grazie a processi produttivi controllati, in grado di abbattere il quantitativo di glutine e garantirne valori molto bassi su tutti i lotti in commercio».

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21036143_lInfine, per quanto riguarda le altre bevande alcoliche, qual è il “verdetto”?
«L’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, in seguito a studi sui distillati da cereali contenenti glutine, conferma che il processo produttivo di distillazione non comporta nel prodotto finito la presenza di glutine, neanche per contaminazione. Distillati puri come cognac, gin, grappa, rum e vodka, quindi, sono permessi. Distillati aromatizzati, invece, possono essere consumati solo se riportanti la dicitura “senza glutine”. Il vino e lo spumante sono sempre permessi. Ovviamente, resta il fatto che l’alcol va comunque consumato con moderazione».

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Fonte: “Lisce o Gassate. Bevande a rischio?”, a cura di Paola Scaccabarozzi, Free. L’arte di vivere senza glutine n. 2 aprile 2015.