Dire no al lievito non comporta poi tanti sacrifici… e a rassicurarci ci pensa Rossana Del Santo, meglio conosciuta come Rossanina, cuoca e blogger del portale di cucina Coquinaria e collaboratrice della nostra rivista Free. In questo articolo leggerete i suoi preziosi consigli su come trovare soluzioni alternative scegliendo ingredienti adatti e provando ricette nuove!

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lievito-madreQuando hai deciso di andare dal medico per gli accertamenti perché il senso di gonfiore e malessere aumentavano dopo i pasti, lui ti ha prescritto gli esami necessari e ha pensato di farti scrivere su un quaderno quello che mangiavi. Dopo un mese, ti ha fatto notare come i malesseri avvenissero stranamente dopo l’assunzione di pane (ovviamente senza glutine), formaggio, sottaceti… Quindi ti ha dato un elenco completo, con ingredienti che probabilmente non ti facevano stare bene.

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Hai provato a togliere quegli alimenti dalla tua alimentazione per un po’. Ed è andata sempre meglio. Che fare? Il medico ti ha consigliato di eliminare per almeno sei mesi dalla tua solita dieta lievito madre e lievito di birra, aceto, formaggi, spumante. Tanto per avere una conferma…

lievito-di-birraLIEVITO, QUESTO SCONOSCIUTO
Il lievito è composto da un insieme di microrganismi che possono essere ottenuti con colture artificiali (anche se esistono sostanze chimiche che raggiungono lo stesso effetto). Contenuto in tantissimi cibi che mangiamo, in cucina la sua funzione è importante, perché è l’agente responsabile della fermentazione, cioè del processo durante il quale gli zuccheri vengono demoliti con produzione di alcol e anidride carbonica.

Sono soprattutto gli impasti lievitati e il vino le due famiglie di alimenti interessate. Nei prodotti da forno si impiegano di solito il lievito naturale (chiamato anche “crescente” o “pasta madre”), oppure quello di birra, mentre il lievito chimico si ottiene dall’unione di sostanze come il bicarbonato di sodio, il cremortartaro e il carbonato di ammonio.

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COME AGGIRARE L’OSTACOLO
Le opportunità per mangiare bene senza lieviti non mancano. Il pane, ad esempio, può essere preparato con lievito chimico e se, per caso, è stato vietato anche questo, allora la piadina o il pane azzimo sono degli ottimi sostituti. Nei ripieni si può sostituire la ricotta o la mollica bagnata con dei fiocchi di patate (ovviamente senza glutine). E per la gratinatura con il formaggio? Basterà usare semplicemente del pangrattato (ne esiste senza lievito) o della farina di mais da panatura, conditi con olio di oliva o burro.

Per l’aceto, gli agrumi vengono in aiuto: basterà usare succo di limone, di lime oppure di arancia. E questo cambiamento alimentare sarà, come nel caso della celiachia, un modo per riscoprire i sapori genuini e gli aromi puri dei cibi.

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A cura di Rossanina Del Santo