Scarica gratuitamente la guida dell’Associazione Italiana Celiachia per aiutare le donne nella diagnosi di celiachia.

400.000 DONNE SONO CELIACHE E ANCORA NON LO SANNO…
Il comitato scientifico dell’Aic ha redatto una Guida digitale, semplice, gratuita e immediata, dedicata alle donne, uno strumento per aiutare coloro che soffrono di sintomi atipici ma non sospettano la celiachia: l’obiettivo è facilitare i medici e le donne stesse a individuare la possibilità di una celiachia anche in assenza dei classici sintomi gastrointestinali.

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Le italiane che soffrono di questa malattia autoimmune sono il doppio degli uomini, un esercito di 400.000 pazienti che però nel 70% dei casi ancora ignorano di non tollerare il glutine. Nel nostro Paese, infatti, appena 115.000 donne hanno ricevuto la diagnosi e tutte le altre, oltre 280.000, sono esposte alle complicanze della celiachia come osteoporosi o menopausa precoce, anemia, problemi di fertilità.

Elisabetta Tosi

«Come Associazione il nostro obiettivo», afferma Elisabetta Tosi (nella foto a sinistra), Presidente di Aic e ambasciatrice di WE-Women for Expo, «è far emergere l’iceberg sommerso di pazienti che non tollerano il glutine, perché una volta avuta una diagnosi certa si può stare finalmente meglio».
Ovviamente, ricordiamo che la diagnosi della celiachia deve essere posta dal medico, ma la consapevolezza dei propri disturbi e una corretta descrizione di questi al curante possono permettere una diagnosi più rapida e precisa.

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«La sterilità senza altra causa, l’endometriosi, un menarca tardivo o una menopausa precoce, le alterazioni del ciclo e l’amenorrea sono tutti disturbi frequenti nelle donne celiache non diagnosticate, così come l’anemia da carenza di ferro che si manifesta in circa una celiaca su due. Una celiachia non riconosciuta, inoltre, aumenta il rischio di problemi in gravidanza come aborti ripetuti, ritardo di crescita intrauterino, prematurità, basso peso alla nascita, taglio cesareo. In presenza di queste condizioni è opportuno chiedersi se non si soffra di celiachia e quindi sottoporsi alle indagini cliniche per verificarlo, evitando sia l’autodiagnosi sia di intraprendere una dieta gluten free senza la certezza della diagnosi», spiega Marco Silano, Coordinatore del Board Scientifico AIC.

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