La dieta senza glutine è fortemente sponsorizzata da un bel po’ di celebrities: da Gwyneth Paltrow a Victoria Beckham, da Goldie Hawn a Russell Crowe. Peccato, però, che nessuno di questi vip è celiaco. Il punto è proprio questo: si diffonde la tendenza “nazional-popolare” a ritenere la dieta gluten free un eccellente rimedio per tenere a bada i chili di troppo o, addirittura per dimagrire. Ma le cose stanno veramente in questi termini?

FACCIAMO CHIAREZZA – «La dieta gluten free è una terapia e non una dieta modaiola, e pertanto dev’essere seguita solo da chi ne ha veramente bisogno e andrà ogni volta prescritta da un medico dopo aver effettuato la precisa diagnosi di celiachia». Parole del professor Marco Silano, direttore del Reparto di Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità e coordinatore del board scientifico dell’AIC, l’Associazione Italiana Celiachia. Non è affatto vero, inoltre, che si dimagrisce. Un cereale assai utilizzato dai celiaci, perché privo di glutine appunto, è il mais che ha un Indice glicemico alto. Tradotto in parole povere significa che fa ingrassare di più rispetto ad altri cereali. Ribadisce il messaggio Caterina Pilo, direttore generale di AIC: «A giudicare dai volumi e dalla natura dei consumi del mercato del “senza glutine” in Italia, pare che molti siano realmente convinti del potere dimagrante di un regime gluten free, ma sfatiamo un falso mito: la dieta gluten free non ha uno specifico effetto nel dimagrimento. Come per gli altri alimenti, a influenzare il peso sono la quantità e la qualità nutrizionale dei prodotti normalmente consumati, all’interno del proprio stile di vita».

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IL CONSIGLIO DELL’ESPERTO – «Ricordiamo che la dieta senza glutine è l’unica terapia per la celiachia a oggi nota, quindi, necessaria per curare questa condizione, mentre, per chi non è celiaco, non vi sono evidenze scientifiche su particolari vantaggi o benefici sulla popolazione sana. Anzi, adottare autonomamente la dieta senza glutine potrebbe rendere impossibile la diagnosi corretta di celiachia, qualora il soggetto non sapesse ancora di esserne affetto, esponendosi così, in futuro, a complicanze, anche gravi. Il consiglio rimane quindi di rivolgersi allo specialista prima di adottare un nuovo regime alimentare». Una nota a margine: non c’è prova scientifica alcuna che attesti come i cereali oggi impiegati siano più ricchi di glutine rispetto a quelli del passato, come testimonia del resto lo scienziato esperto in materia, Donald Kasarda (dell’Agricultural Research Service, U.S. Department of Agriculture). Quindi il discorso di coloro che si astengono dagli alimenti a base glutine per evitare il rischio di diventare celiaci non ha alcun fondamento.