Alternativa stuzzicante e curiosa al tradizionale aceto di vino, l’aceto di mele – ottenuto dal succo fermentato di questi frutti, il sidro, e con almeno il 5 per cento di acidità («acido acetico», in etichetta) – è altrettanto ottimo per condire l’insalata, per preparare un «carpione» o una marinata più delicati, per piatti in agrodolce, per esaltare il gusto del pollame e di qualsiasi verdura cotta. E anche per dare un “quid” alla frutta. E, come tutti gli alimenti fermentati, non vanta soltanto virtù gastronomiche, ma anche effetti benefici sulla salute: perciò è preferibile la versione da coltivazione biologica, ottenuta da frutti interi (si possono usare anche scarti di altre lavorazioni) e con metodi naturali.

UN BASSO APPORTO CALORICO
Valida alternativa ai condimenti grassi, l’aceto – in tutte le sue varianti – è l’ideale per dare sapore ai piatti di chi deve seguire una dieta a basso apporto calorico, ridurre le dosi di sale e quindi tenere alla larga pressione arteriosa alta e cellulite. Grazie al contenuto di potassio, ha anche azione antigonfiore, tonificante e rimineralizzante. «In più, quello di mele contiene i principi nutritivi di questi frutti, quindi vitamine (soprattutto la C e il betacarotene) oltre a importanti minerali come il rame, il magnesio e il ferro», spiega Rita Sala, medico chirurgo e specialista in Scienza dell’alimentazione. «Quest’ultimo lo rende particolarmente indicato per le giovani donne che, a causa dei flussi mestruali, sono sempre un po’ carenti di ferro e tendenti all’anemia. Infine, il suo gusto meno forte può renderlo più gradito anche a bambini».

ALLA LARGA DAI PREGIUDIZI
Da sfatare, invece, alcuni miti. «Primo fra tutti, il suo presunto effetto alcalinizzante. Non esistono alimenti acidificanti o alcalinizzanti! Sono i nostri reni che mantengono costante l’equilibrio acido-base del nostro corpo e il pH del sangue. Inoltre, anche se ha poche calorie, non ha di per sé potere dimagrante o capacità di bruciare i grassi in eccesso: per perdere peso bisogna introdurre meno calorie con gli alimenti e consumarne di più con l’attività fisica». È vero, invece, che l’aceto di mele, a differenza del più famoso “cugino” di vino, non provoca acidità di stomaco: anzi, risulta più digeribile e tende a ridurre l’ipersecrezione grastrica e i disturbi digestivi che possono colpire chi consuma molto aceto.

Mariateresa Truncellito