La gassosa (o gazosa, a seconda del luogo), il chinotto, il ginger, la spuma, l’aranciata, la Coca Cola e poco altro: le bibite di “una volta”  erano poche e consumate per lo più d’estate o nelle feste.

ATTENZIONE ALLE CALORIE!
Oggi l’offerta è sterminata (al supermercato hanno un’intera corsia dedicata), diffusa (a parte i bar, i distributori automatici si trovano a scuola, negli uffici, in metropolitana e per strada), la pubblicità martellante e così si bevono a tutte le ore, pasti quotidiani compresi. Per gli esperti di nutrizione sono, insieme a junk-food, le principali responsabili dell’epidemia di obesità che affligge il mondo occidentale e, sempre di più, anche i paesi in via di sviluppo.

Negi Stati Uniti, le catene di fast food offrono le bevande gassate a un prezzo decisamente inferiore rispetto all’acqua minerale, e anche se l’acqua del rubinetto è sempre disponibile gratuitamente, resistere alla tentazione di una bella bevanda dolce ghiacciata è difficile, soprattutto per i bambini.

CON MODERAZIONE NELLA DIETA PER I PIU’ PICCOLI
«Le bibite sono prive di glutine, ma gli zuccheri aggiunti non aiutano a irrobustire la flora batterica buona in un intestino molto a rischio di infiammazione come quello dei celiaci», avverte Serafina Petrocca, esperta in Scienze dell’Alimentazione. «Per i bambini a tavola sono sconsigliate anche perché fanno perdere l’appetito e quindi li rendono ancora più riottosi verso alimenti come le verdure. Infine, le bevande a base di cola possono ostacolare l’assorbimento del calcio».

In bottiglie di plastica o vetro o in lattina, le bibite contengono comunque acqua, andride carbonica e estratti o piccole dosi di frutta o di piante aromatizzanti, essenze naturali, saccarosio (o fruttosio), acido citrico o tartarico. Le bollicine si devono all’anidride carbonica: hanno un effetto “anestetizzante” sul palato, e quindi momentaneamente molto dissetante. Siccome l’anidride carbonica è solubile a basse temperature, le bibite vanno gustate fredde, se no sembrano “sgasate”. Quelle con il nome di un frutto devono contenerne almeno il 12% di succo (per esempio limonata).

LO ZUCCHERO IN AGGUATO
Le bibite non contengono quasi nulla quanto a proteine e grassi, solo zuccheri (circa 10 grammi ogni 100): per questo si dice che apportano “calorie vuote” (40 ogni 100 g). Se bevute “una tantum” non sono da demonizzare, ma il problema è il facile eccesso: oltre all’accumulo calorico, siccome stimolano la produzione di insulina, non vanno vene per i diabetici e per chi è a dieta. Va anche tenuto conto dell’eventuale presenza di caffeina tra gli ingredienti – soprattutto per i bambini – mentre l’acido carbonico le rende sconsigliate per chi soffre di reflusso gastroesofageo o gastrite.