Da noi sono considerati per lo più una leccornia della tavola natalizia, ma per i popoli del deserto i datteri sono un elemento fondamentale dell’alimentazione. Non a caso, nel Padiglione degli Emirati Arabi Uniti a Expo 2015, uno dei più visitati, c’è addirittura una mostra dedicata: «La vita segreta della palma da dattero», albero della vita, dell’abbondanza e della ricchezza da almeno 7 mila anni per il Medio Oriente.

Il nome deriva dal greco daktilos, «dito», per la forma del frutto che richiama una falange, e potrebbe essere la prima pianta coltivata dall’uomo, oggi molto diffusa anche nel Nord Africa. Fonte di un cibo altamente energetico, facile da conservare e da trasportare, e perciò ideale sia per i beduini nomadi che si spostavano nel deserto, sia per i marinai che affrontavano lunghi mesi di navigazione in mare aperto.

IL “DOLCE” SEGRETO DELLA LUNGA CONSERVAZIONE
Proprio per queste stesse caratteristiche, oggi i datteri sono particolarmente apprezzati dai maratoneti, che li gustano come energia di pronto uso prima delle competizioni, e dagli amanti del trekking, come snack corroboranti durante le escursioni. Ma vanno bene anche per gli studenti e tutti coloro che affrontano periodi di intensa fatica mentale. Non sono indicati, invece, per chi deve contenere l’assunzione degli zuccheri: 100 g di datteri apportano 260 calorie, con il 70 per cento di carboidrati (nella mela si arriva al 15 per cento), cosa che impedisce ai microbi di proliferare e spiega perché il frutto essiccato si conserva così a lungo, ma che rende consigliabile… lavarsi i denti con cura dopo averli mangiati!

UTILI E VERSATILI
Sono poi anche ricchi di potassio, calcio, fosforo, magnesio e ferro, vantano un’azione rimineralizzante e lassativa, contrastano la decalcificazione delle ossa e le infiammazioni respiratorie (lo sciroppo ottenuto bollendo i frutti combatte la tosse). Spiega Rita Sala, medico specialista in Scienza dell’alimentazione: «La presenza del magnesio li rende molto utili per le donne nel periodo premestruale, per chi soffre di depressione e per chi patisce il caldo, perché ne reintegrano le perdite con il sudore (e, quindi, di nuovo, costituiscono una valida risorsa per chi pratica sport aerobico)». Sono anche antiossidanti: arginano l’azione dei radicali liberi e l’invecchimaneto delle cellule.

Mariateresa Truncellito