Anche la saggezza popolare qualche volta si sbaglia. Si pensi al detto «Fare le nozze coi fichi secchi», che indica una estrema povertà di mezzi. Ebbene: che i fichi secchi siano un alimento povero è una gran falsità! Perché, al contrario, sono un cibo dotato di grandi proprietà nutritive e perciò consigliato anche dai nutrizionisti: ottimi nella prima colazione e come sano snack durante la giornata.

UN CONCENTRATO DI CALORIE
Abbondano in zuccheri, naturalmente, e quindi in calorie, e perciò vanno gustati senza farsi prendere dalla golosità. Ma apportano anche tanta fibra insolubile, che favorisce il transito intestinale e previene le malattie degenerative del colon.

Del resto, il fico è uno degli alberi da frutto più antichi, e già nel Vecchio Testamento è simbolo di abbondanza legato alla Terra Promessa. Allo stato fresco, il contenuto di zuccheri è del 12-14 per cento (come i cachi), va consumato rapidamente perché è delicato e non resiste alle manipolazioni del trasporto. Ecco perché si è così diffuso nella veste disidratata: deve rimanere sull’albero fino a completa maturazione, quindi viene essiccato per via naturale, su graticci esposti al sole, o artificialmente, in appositi recipienti sottoposti a una corrente di aria calda (65-85 gradi), eliminando l’acqua e impedendo qualsiasi forma microbica o reazione chimica. Possono essere aromatizzati con alloro o semi di finocchio.

DA FRESCO A SECCO
Da fresco, il fico contiene l’80 per cento d’acqua, che scende a circa il 20 per cento allo stato secco, facendo salire parecchio l’apporto calorico (quintuplicato addirittura!). Tanto più quando è farcito con mandorle o noci… Rispetto ai fichi freschi, quelli secchi sono più poveri di alcune vitamine termolabili (come la C), ma in compenso sono più ricchi di minerali (calcio, fosforo, potassio, ferro).

Spiega Serafina Petrocca, specialista in Scienza dell’alimentazione: «Sono ottimi anche aggiunti all’impasto di dolci o a piccoli panini privi di glutine destinati a bambini e sportivi, oltre che come sano snack per togliersi la voglia di una merendina ipercalorica».

Mariateresa Truncellito