Cos’è la pasta di konjac, e perché se ne sente sempre più parlare?
Scopriamo insieme i segreti di questi noodles a “zero calorie”, e le proprietà della pianta da cui si ricavano.

UNA RADICE MIRACOLOSA
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Il konjac è una pianta asiatica appartenente al genere Amorphophallus, ed è nota anche con il nome di “Konnyaku”, “Giglio vodoo” o “Lingua del diavolo”. Diffusa in Giappone, Corea, Cina e nel Sud-Est asiatico, cresce soprattutto nelle zone subtropicali.

La parte più sfruttata è la radice, che ha l’aspetto di una grossa barbabietola e può raggiungere anche i 3-4 kg di peso. Dalla radice si ottiene una farina molto versatile, da cui si ricava soprattutto la pasta e il konnyaku, una sorta di gelatina soda molto diffusa nella cucina giapponese, utilizzata in molti piatti come addensante, nelle minestre, o venduta in piccoli blocchetti aromatizzati alla frutta e molto amati dai bambini per le loro merende.

Il konjac è una pianta dalle numerose proprietà: contiene 16 tipi di amminoacidi, è ricca di fibre – aiuta quindi a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue – ed è una fonte di sali minerali come ferro, calcio, fosforo, zinco, cromo e rame. Ma forse la caratteristica più apprezzata è l’elevata presenza di glucomannano, un polisaccaride che a contatto con l’acqua si rigonfia senza però scindersi in zuccheri semplici. Aumentando il proprio volume costituisce una massa gelatinosa che distende le pareti gastriche, riducendo la sensazione di appetito. Il glucomannano (nome con il quale in erboristeria si trova spesso l’estratto di konjac) riduce inoltre il tempo di transito intestinale e l’assorbimento di glucidi e lipidi.

LA PASTA SHIRATAKI SENZA CALORIE
Il konjac è sempre più conosciuto anche in Italia, soprattutto per la pasta che si ricava dalla sua farina, detta Pasta di Konjac (o Shirataki Noodles o Pasta Shirataki), preparata con acqua e farina macinata della radice della pianta. L’aspetto è quello dei vermicelli, e sono venduti soprattutto secchi, da reidratare, ma anche in forma umida, in vaschette.

Questa pasta ha un bassissimo apporto calorico (circa dalle 10 alle 20 kcal ogni 100 grammi, a seconda che  sia umida o secca), contiene pochissimi carboidrati e non contiene glutine: è quindi una sorta di alimento jolly, ideale per chi segue diete senza glutine, diete a basso contenuto di zuccheri, come i diabetici, o diete ipocaloriche. Contenendo il glucomanno, infatti, a contatto con i liquidi aumenta di più della metà il proprio volume, apportando una sensazione di sazietà senza però aumentare l’indice glicemico.

Come si prepara? Come anche gli spaghetti di soia o di riso: è ottima saltata in padella e condita con verdure tagliate a listerelle, funghi, pollo o germogli, oppure più “brodosa”, come il ramen giapponese.

Potete trovare la pasta di konjac nei reparti etnici o di cibi dietetici dei grandi supermercati, ma anche sugli scaffali delle erboristerie e dei negozi di cibi bio, in Italia soprattutto in forma secca.