Ci sono le caramelle, il chewingum, la liquirizia. Roba moderna: ma i “passatempi” da sgranocchiare sono sempre esistiti.

Un posto di tutto rispetto tocca ai lupini: pianta erbacea originaria del Mediterraneo, cresce ancora spontaneamente in alcune zone d’Italia, come la Sicilia. Ma in Egitto era coltivato già duemila anni prima di Cristo, e così fecero poi greci e romani e questi ultimi distribuivano lupini cotti durante le festività. Sulla tavola oggi non trova grande spazio, ha più successo come pianta ornamentale o per arricchire i terreni di sostanze azotate.

UNO SNACK PROTEICO, MA OCCHIO AL SALE!
Il seme giallo crema e di forma quadrangolare, ricco di proteine e vitamina E, viene lasciato macerare in acqua corrente e poi bollito in acqua salata per tramutarlo in snack. «Non ha glutine, ma attenzione al contenuto di sale: se se ne abusa, anche questa “merendina naturale”, ideale anche per l’aperitivo, può favorire l’ipertensione e la ritenzione idrica», spiega Letizia Saturni, specialista in Scienza dell’alimentazione per il Dr. Schär Institute e docente all’Università Politecnica delle Marche.

LA FARINA, OTTIMA PER LA PASTA FRESCA
«Macinato e ridotto in farina viene usato per la produzione di pasta fresca per celiaci, senza problemi di palatabilità perché ha un gusto neutro». La farina di lupino dolce si trova anche nei negozi di alimentazione bio, ed è molto apprezzata anche da vegetariani, vegani, crudisti e da chi è allergico o intollerante alla soia, oltre che dagli sportivi. Così può essere aggiunta a minestre, zuppe e salse, e unita ad altre farine senza glutine negli impasti per pane, dolci e biscotti.

Mariateresa Truncellito