Chi ha la buona abitudine di leggere le etichette si sarà spesso imbattuto nelle maltodestrine. Si tratta in effetti di un additivo molto comune che appartiene alla grande famiglia dello zucchero. Più esattamente: sono carboidrati facilmente digeribili ricavati in genere da amido di riso, mais o di patate (in alcuni casi di grano od orzo, perciò chi è affetto da celiachia dovrebbe accertarsi che la materia prima sia sicura).
Le maltodestrine sono prodotte “spezzando” le molecole dell’amido con la cottura, e poi riducendole ulteriormente per mezzo di acidi o enzimi. Il risultato è una polvere bianca che, dato il costo contenuto, è spesso utilizzata come addensante nelle preparazioni alimentari e come eccipiente nei farmaci.
DOVE SI TROVANO
Oltre a essere solubili in acqua, le maltodestrine hanno un sapore gradevole, sono facilmente assimilabili anche da chi ha deficit enzimatici, hanno ridotto contenuto salino. Si trovano, per esempio, nella frutta in scatola, in snack, cereali, dessert, zuppe pronte, salse, condimenti per insalata. Sono meno caloriche dello zucchero, e, come tali, usate anche per gli edulcoranti. sostitutivi.
PER SPORTIVI, RUNNER E CICLISTI
Spiega Letizia Saturni, Specialista in Scienza dell’alimentazione, health coach e membro del Dr. Schär Institute: «Nell’organismo, le maltodestrine diventano glucosio, cioè energia di pronto uso a rilascio prolungato, cosa che le rende particolarmente interessanti per gli sportivi, soprattutto runner e ciclisti: gli zuccheri complessi (pasta e riso) richiedono una digestione piu lunga e perciò non sono il massimo prima di una gara o un allenamento, mentre gli zuccheri semplici (dolci) si “bruciano” troppo in fretta, e non sono quindi una buona scorta di energia durante lo sforzo prolungato. Le maltodestrine, invece, mantengono costante il glucosio nel sangue, e quindi sono molto utilizzate per integratori ad hoc, anche in abbinamento a vitamine, aminoacidi e sali minerali».

Mariateresa Truncellito