«Se le api dovessero scomparire, all’umanità resterebbero solo quattro anni da vivere». Lo ha detto Albert Einstein, e non è un paradosso: le api coprono l’80 per cento dell’impollinazione, e sono vitali per la riproduzione di 200 mila piante da fiori. Perciò la riduzione del loro numero in Europa, probabilmente a causa di alcuni pesticidi, desta particolare allarme. Gli uomini da sempre si sono presi cura di questi insetti: perché i prodotti dell’alveare sono preziosi concentrati di energia e salute. Il miele, ovviamente, ma anche il polline, la propoli e la pappa reale, le cui virtù sono state confermate anche da studi scientifici.

UN INTEGRATORE NATURALE
Spiega Rita Sala, medico chirurgo specializzato in Scienze dell’alimentazione: «La pappa reale, in particolare, è un integratore naturale utile nei cambi di stagione, quando è molto comune sentirsi preda di stanchezza, sonnolenza e “malavoglia”». Si tratta di una gelatina bianco-gialla dall’odore pungente e dal sapore acidulo, prodotta dalle api nutrici per alimentare l’ape regina. Quest’ultima nasce larva come tutte le altre, ma grazie a questo super-cibo diventa più grossa, feconda e capace di vivere fino a 5 anni, contro le poche settimane delle api “comuni”.

RICOSTITUENTE PER TUTTE LE ETÀ
Nella pappa reale c’è il 66 per cento di acqua, e il resto è glucosio, fruttosio e saccarosio, proteine (anche aminoacidi essenziali), acidi grassi, vitamine del gruppo B (B5, in particolare, ovvero l’acido pantotenico, di cui è la maggiore fonte naturale), zinco, potassio, ferro, calcio, fosforo, silicio e rame, oltre ad acetilcolina (un neurotrasmettitore), ormoni, sostanze antibatteriche e antibiotiche. Con questo bel mix di contenuti, non sorprende che da tempo immemorabile venga usata come ricostituente: per bambini, anziani, donne in gravidanza o allattamento, sportivi, in caso di stress psico-fisico, carenze di vitamine, inappetenza. Secondo i naturopati, è utile anche per migliorare il tono dell’umore e favorire la capacità di attenzione, e contro le irregolarità mestruali. La si trova fresca, in piccoli vasetti, da conservare in frigo e consumare in breve tempo, oppure liofilizzata, in tavolette, capsule, perle. «Come ricostituente, va preferita la versione al naturale», consiglia la dottoressa Sala: «0,5 g al giorno, due volte per una “terapia d’urto”; metà dose per i bambini; in perle, la dose è di 0,2 g al giorno. Va assunta al mattino, a digiuno: ideale è un ciclo di almeno dieci giorni, in primavera e autunno». I più golosi, potranno prenderla anche con un cucchiaino di miele, per addolcirne il sapore.

Mariateresa Truncellito