Un prato pieno di fiori e il ronzio delle api che si posano da uno all’altro. Forse non c’è un’immagine più simbolica della primavera, la stagione della rinascita. Il polline, però, l’elemento fecondante maschile del fiore,  per  molte persone è purtroppo sinonimo di allergia: tanto da farci dimenticare che in realtà si tratta di un prodotto naturale dalle innumerevoli virtù. Sopratutto quando incontra la laboriosità delle api, che lo miscelano con il nettare per alimentare le larve e produrre la pappa reale destinata all’ape regina. In questo processo, i principi allergizzanti del polline vengono meno, ma non la sua ricchezza di principi nutritivi, alcuni non ancora identificati.

FONTE DI BENEFICHE SOSTANZE
«Composizione e quantità variano in base all’origine botanica del fiore», spiega Letizia Saturni, specialista in Scienze dell’alimentazione, health coach e membro del Dr. Schär Institute. «È comunque molto importante il contenuto di proteine, presenti sotto forma di aminoacidi liberi (glutammina, aspartato e prolina, più otto aminoacidi essenziali), a cui si aggiungono carboidrati, fibra, glucosio e fruttosio (90 per cento), grassi (dall’1 al 13 per cento, ma per il 70 per cento si tratta di acidi grassi insaturi “benefici”), minerali (potassio, magnesio, calcio e ferro), vitamine del gruppo B, e fitocoposti: polifenoli, flavonoidi, licopene». Proprio perché il polline è una fonte di proteine immediatamente disponibili (non devono cioè essere scomposte dall’organismo), e per l’alto apporto di sostanze preziose, è considerato un ricostituente naturale, raccomandato ad anziani, anemici e a chi segue diete restrittive.

UNA SFERZATA CONTRO LA STANCHEZZA
È indicato anche nei disturbi digestivi e del tratto urinario, e ha effetto protettivo contro l’ipercolesterolemia. È un regolatore intestinale, perciò efficace tanto contro la diarrea quanto contro la stanchezza. In natura si presenta in forma di palline di 1-2 mm di diametro di colore che varia dal giallo al bruciato: se ha più colori, arriva da più specie di fiori ed è più ricco di principi nutritivi. In commercio si trova essiccato, in compresse, confetti, capsule di gelatine, tavolette o fresco e  congelato in vaschette. Una cura “corroborante” è ottima al cambio di stagione, per un mese: un cucchiaio da minestra mattina e sera, a digiuno, da masticare, e per i bambini stesse dosi ma misurate con un cucchiaino. Per addolcirlo, lo si può mescolare con un po’ di miele.

 Mariateresa Truncellito