La celiachia è una malattia…. “in rosa”: le italiane che ne soffrono sono il doppio degli uomini. Con un’aggravante: nella stragrande maggioranza dei casi ancora ignorano di non tollerare il glutine. A fronte di circa 115.000 pazienti diagnosticate, sono ancora oltre 280.000 le italiane celiache senza saperlo. Che così si ritrovano esposte a un ventaglio di complicazioni: osteoporosi, menopausa precoce, anemia, problemi di fertilità… Da qui l’esigenza di creare una guida, semplice e pratica, capace di fornire le giuste dritte capaci di individuare le donne che ancora “sfuggono” alla diagnosi. S’intitola Donna e Celiachia, ed è stata curata dal Comitato Scientifico dell’Associazione Italiana Celiachia.

SCARICABILE DA INTERNET – La guida, disponibile sul sito www.celiachia.it, sarà diffusa nei prossimi mesi anche in versione cartacea e verrà distribuita ai medici di famiglia, per far emergere dall’ombra le sette pazienti su dieci che a oggi sono ancora ignare della propria condizione. «La celiachia non di rado si manifesta nel sesso femminile con sintomi “atipici”, donne non hanno neppure il sospetto di non tollerare il glutine», spiega Marco Silano, coordinatore del board scientifico di AIC. «La sterilità senza altra causa, l’endometriosi, un menarca tardivo o una menopausa precoce, le alterazioni del ciclo e l’amenorrea sono tutti disturbi frequenti nelle donne celiache non diagnosticate, così come l’anemia da carenza di ferro che si manifesta in circa una celiaca su due. Una celiachia non riconosciuta, inoltre, aumenta il rischio di problemi in gravidanza come aborti ripetuti, ritardo di crescita intrauterino, prematurità, basso peso alla nascita, taglio cesareo. In presenza di queste condizioni è opportuno chiedersi se non si soffra di celiachia e quindi sottoporsi alle indagini cliniche per verificarlo, evitando sia l’autodiagnosi sia di intraprendere una dieta gluten free senza la certezza della diagnosi».