Sempre più italiani eliminano il glutine dalla loro dieta pur non essendo celiaci né intolleranti al glutine: al Festival Gluten Free Days, l’Aic Lazio ha spiegato quali sono i rischi di questa scelta.

BOOM DEL FAI-DA-TE
Sono in aumento le persone non celiache che decidono di mangiare senza glutine perché convinte che la semplice eliminazione della proteina del grano “faccia bene”, pur in assenza di una diagnosi di celiachia o di allergia al grano (condizione diversa dalla celiachia ma altrettanto seria), le uniche due patologie certe, e quindi comprovabili con test clinici sicuri, correlate al glutine.

LA DIETA SENZA GLUTINE FA DIMAGRIRE? Leggi QUI per saperlo…

celiachiaMa seguire questo tipo di alimentazione senza indicazioni mediche può essere dannoso: lo ha spiegato durante gli incontri scientifici del 10 e 11 ottobre il professor Italo De Vitis, Presidente del Comitato Scientifico Aic Lazio e specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva presso l’UOC di Medicina Interna e Gastroenterologia del Policlinico Gemelli della capitale.

CARENZE DI FIBRE E VITAMINE IN AGGUATO!
De Vitis ha sottolineato che una dieta senza glutine non supportata da alcun test per capire se ci sia un’eventuale patologia impedisce al medico di fare una diagnosi certa; inoltre, rimuovere carboidrati contenenti glutine può nascondere dei problemi non immunologici ma metabolici, per esempio la sindrome metabolica o l’incipiente diabete tipo II.

Infine, la dieta senza glutine praticata per molto tempo, e in modo superficiale, può comportare una riduzione nell’organismo di proteine, fibre, folati, niacina, vitamina B12, riboflavina (perché grano e derivati sono un’ottima fonte di questi nutrienti) e un eccesso di acidi grassi saturi.

dietaINTOLLERANZA AL GLUTINE: ESISTE DAVVERO?
Il boom dell’alimentazione senza glutine è legato anche all’apparente diffusione della sensibilità al glutine o Gluten Sensivity, un disturbo che però ancora non ha passato il vaglio del mondo scientifico e che potrebbe essere in realtà un problema sovrastimato.

Vuoi approfondire? Leggi: Che cos’è la sensibilità al glutine? «In relazione al problema della sensibilità al glutine non celiaca a oggi non si possono dare risposte sicure», ha spiegato il professor De Vitis (a sinistra). «Gran parte del mondo scientifico crede alla sua esistenza, ma molti autorevoli ricercatori, da anni impegnati a indagare il problema delle patologie glutine-correlate, restano scettici. Sta di fatto che per quanto esista qualche sospetto sostenuto da studi scientifici, anche di scuole italiane, ancora non esiste la prova certa della sua esistenza».

L’invito del Ministero della Salute, ha spiegato il professor De Vitis, «è di non iniziare la dieta senza glutine senza aver fatto tutti i passaggi necessari a chiarire la diagnosi di patologia glutine correlata. Occorre evitare che il ricorso al senza glutine sia fatto solo per tendenza, come negli Stati Uniti, dove la gluten free diet è divenuta status symbol, quintuplicando il fatturato delle aziende del settore».

Celiachia: leggi le Nuove linee guida per la diagnosi!