Organizzare al meglio la propria dispensa e la propria cucina in modo che non si rischi la contaminazione quando si prepara da mangiare è un’impresa, soprattutto per chi ha scoperto da poco di essere celiaco e deve far convivere in famiglia due tipi di cucine: una gluten free e una no! Allora lasciamoci consigliare da chi ha dovuto risovere questo problema 12 anni fa, trovando soluzioni semplici e molto pratiche!

«Mi chiamo Sonia e so di essere celiaca da 12 anni. Da 4.380 giorni, dunque, preparo quotidianamente il mio menu senza glutine, e quello “normale” per la mia famiglia.

La diagnosi di celiachia, che è il primo colpo duro, durissimo, da ammortizzare, è sempre seguita da una fase di “accettazione” e poi da una di “presa di coscienza” di ciò che si può o meno mangiare, e infine da quella di “organizzazione”. Da 12 anni ordino la mia cucina, la mia spesa e la mia dispensa in maniera razionale per evitare sprechi, contaminazioni e pericoli per la mia salute.

Se si seguono delle semplici regole basate sulla conoscenza e sul buonsenso, le due cucine, con e senza glutine, possono tranquillamente convivere. Prima di tutto, bisogna comprendere bene il concetto di contaminazione, che dovrà guidarci per evitare errori subdoli o grossolani.

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UN MONDO A PARTE
Nella mia cucina e nella mia dispensa gli ingredienti senza glutine sono separati dal resto. Ho riservato uno scaffale a tutti gli alimenti che possono essere contaminati come farine, biscotti, pangrattato e scorte di pasta. Metto tutte le confezioni di farine aperte (quindi non più sigillate) in sacchetti da freezer chiusi con il laccetto, per non perdere di vista le date di scadenza.

Verso le farine o gli amidi che consumo di frequente in contenitori di plastica con il coperchio rigido, su cui scrivo scadenza e tipo di ingrediente, e che tengo in un pensile, su un ripiano a parte. Quando apro una confezione di pasta senza glutine, verso il contenuto in barattoli specifici, dotati di coperchio rigido a pressione, che ne preserva la qualità e ne impedisce le contaminazioni.

FRIGORIFERO O FREEZER
Confetture, burro, creme spalmabili, succhi di frutta e yogurt sono riposti in un cassetto del frigo apposito, destinato al gluten free. I cibi che stazionano in frigorifero sono sempre avvolti dalla pellicola per alimenti o dall’alluminio. Stesso procedimento per il freezer, e sui sacchetti o i contenitori scrivo sempre se c’è glutine o meno. Di solito prendo una parte delle marmellate, del burro e di altri prodotti usati da tutta la famiglia e che potrebbero essere facilmente contaminati, e li metto in contenitori di vetro o di plastica che etichetto come “senza glutine”. Anche loro andranno nel ripiano dedicato al gluten free.

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MEGLIO UNA PRECAUZIONE IN PIU’
Se nonostante queste cautele, burro, marmellata o prodotti simili vengono contaminati dal coltello per spalmarli sul pane o sulla fetta biscottata con glutine, lo scrivo sul barattolo o su un’etichetta e li tengo separati dai miei prodotti. Poiché è molto difficile distinguere una preparazione con il glutine da una senza, come per esempio i cibi panati o la besciamella fatta in casa, uso sempre e solo pangrattato e farine per celiaci, così se devo surgelare piatti del genere ho la certezza di non confonderli con le versioni con il glutine. Questa precauzione è necessaria soprattutto se i cibi sono manipolati da più persone (nonni, baby-sitter ecc.).

IL PANE, DENTRO E FUORI CASA
Quando vado al supermercato e mi capita di comprare del pane con glutine, poiché è riposto in sacchetti di plastica che rilasciano sempre una certa parte di farina, lo tengo separato dagli altri prodotti acquistati sia nel carrello, che nei sacchetti della spesa. Conservo il mio pane imbustandolo in sacchetti a parte, e mettendolo sottovuoto e al sicuro nel mio ripiano di cibi gluten free.

NON E’ COSI’ DIFFICILE
Come avrete capito, con un po’ di organizzazione si riesce a gestire una dispensa senza glutine in totale sicurezza. All’inizio è necessario investire un po’ in contenitori ed etichette per avere tutto perfettamente ordinato, ma ne vale la pena! Questa premura annulla il rischio di contaminazione, e permette di cucinare deliziosi piatti senza glutine senza troppe preoccupazioni!»

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Sonia Mancuso