Sabato 1 ottobre al Gluten Free Day(s) si terrà un convegno per capire come cambiano le etichette dei prodotti gluten free.

Tra i temi del Convegno introduttivo dal titolo “La celiachia si veste di rosa: Progetto Donna”, che si terrà sabato 1 ottobre dalle 10:30 alle 13:30 presso il Salone Delle Fontane (Via Ciro il Grande 10/12, Roma), si parlerà anche delle modifiche alla normativa sulle etichette alimentari degli alimenti gluten free che l’Italia ha approvato in linea con la legislazione europea. Al convegno saranno presenti Caterina Pilo, Direttore Generale AIC, e Susanna Neuhold, Responsabile Nazionale Area Food AIC.

Free ha rivolto qualche domanda a Susanna Neuhold per capire meglio questo importante cambiamento che interessa, e non poco, chi segue una dieta senza glutine.

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glute_free_days_2016Dottoressa Neuhold, perché l’esigenza di un focus sulle etichette al Gluten Free Days?
Il focus ha l’obiettivo di chiarire a consumatori/pazienti e agli operatori (quindi anche aziende e ristoratori) le condizioni di utilizzo delle diciture e come leggere correttamente una etichetta o un menu.

La normativa europea rivolta alla tutela del cittadino affetto da allergia o intolleranza alimentare ha subito una grande evoluzione negli ultimi anni. È del 2003 la prima direttiva europea che ha imposto l’obbligo di informare il consumatore della presenza di ingredienti allergenici negli alimenti preconfezionati, mentre, dal 2014, anno di entrata in vigore del Regolamento europeo 1169 del 2011, questo obbligo è stato esteso anche alla ristorazione. Questa norma regolamenta anche le indicazioni sull’assenza di glutine o sulla sua presenza in misura ridotta negli alimenti, ovvero l’impiego delle diciture “senza glutine” e “con contenuto di glutine molto basso” e i nuovi claim aggiuntivi “adatto ai celiaci” e “specificamente formulato per celiaci”.

Dal 2014 a oggi come è stata recepita la nuova norma sulle etichette e quali vuoti legislativi rimangono secondo l’Aic?
I risultati dei controlli pubblici ufficiali dimostrano che cresce l’attenzione dei produttori verso le problematiche delle persone affette da celiachia, allergia o intolleranza alimentare e anche degli stessi controllori ufficiali.

Ad oggi, resta un vuoto legislativo però intorno all’utilizzo delle cosiddette informazioni precauzionali, ovvero quelle diciture come “può contenere tracce di…” che informano il consumatore sulla possibile presenza di tracce di allergeni non evitabili dal produttore. Per questo l’Aic così come la Federazione Europea e le altre associazioni dei pazienti allergici/intolleranti auspicano da tempo che la legislazione europea intervenga definendo le condizioni di utilizzo e i limiti di riferimento per queste diciture.

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carrello spesa_dieta celiacaImparare a leggere le etichette è un passo importante per seguire un’alimentazione equilibrata. Quali sono i trucchi per capire se un prodotto è sano e senza glutine?
Il nostro suggerimento è quello di verificare sempre la presenza della dicitura “senza glutine” in etichetta che garantisce per legge il limite dei 20 mg di glutine su kilo, ovvero l’idoneità al celiaco. Questo naturalmente per tutti quegli alimenti che comportano rischi di contaminazione.

Diversamente, sugli altri alimenti come olii vegetali, verdura e frutta fresca, zucchero, ecc. riportare questa indicazione risulterebbe ingannevole perché l’alimento vanterebbe come propria una caratteristica in realtà in possesso di tutti gli altri prodotti della stessa categoria.

Da dicembre, inoltre, sarà obbligatorio riportare il profilo nutrizionale sull’etichetta di tutti i prodotti alimentari, e questo sarà un ulteriore importante aiuto per il consumatore, ma non dimentichiamo che quando parliamo di alimenti “sani”, la scelta dei cibi sotto il profilo nutrizionale va considerata nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata, che comprenda anche l’attività fisica, e non differisce dalle indicazioni che la popolazione generale deve seguire.

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