Ilaria Bertinelli è la mamma di Gaia, 11 anni, celiaca e diabietica dall’età di 6 anni. Ha scritto un libro di ricette, Uno chef per Gaia, dove ha raccolto i piatti migliori che in questi anni ha preparato per sua figlia e per l’intera famiglia, perché in casa Bertinelli la decisione è stata unanime: si mangia tutti uguale!

Ilaria, questo libro nasce da un’esigenza familiare che ti sei ritrovata ad affrontare tutto all’improvviso, giusto?
Beh, quando ci hanno comunicato la diagnosi di Gaia è stato un momento molto difficile per tutta la famiglia, abbiamo dovuto imparare a convivere con due malattie importanti allo stesso momento: il diabete ha un impatto medico molto forte e invasivo, con iniezioni di insulina tutti i giorni, mentre la celiachia si cura solo mangiando. Una dieta senza glutine sembrerebbe quindi più semplice da gestire, anche se in realtà non è poi così facile!

Perché? Qual è la realtà che vive Gaia?
Noi abitiamo a Parma e, per esempio, i locali attrezzati al senza glutine sono molto pochi. Spesso lei esce con le amiche e non sa proprio dove poter andare a pranzare… in realtà basterebbero anche pochi accorgimenti per permettere a un celiaco di mangiare insieme agli altri: cuocere alimenti in pentole separate, non mettere un piatto di prosciutto vicino al pane, ecc… Spero che via via negli anni le persone si sensibilizzino al problema. Questo è il principale scopo del libro Uno chef per Gaia, l’ho pubblicato nella speranza di aiutare gli altri, ma anche di far capire alla gente che esiste il “diverso” e che è possibile “incontrarsi” per convivere bene insieme.

Tua figlia come ha reagito a questa nuovo tipo di vita?
Lei è stata bravissima, noi l’abbiamo coinvolta in tutto, dai colloqui con i medici ai corsi di formazione in ospedale, alla mia nuova cucina in casa.

Cosa intendi con “nuova” cucina?
Beh, quando Gaia si è ammalata, io e mio marito abbiamo pensato di fare un cambiamento radicale in famiglia. Abbiamo svuotato tutta la dispensa e abbiamo riniziato da zero. Così io mi sono rimboccata le maniche e ho fatto corsi di cucina di tutti i tipi: senza glutine, vegetariana, per diabetici, sana ed equilibrata, corsi di pasticceria. Non è stato facile, perché dovevo trovare la giusta misura per elaborare piatti senza glutine ma con basso contenuto di carboidrati. Ogni sera preparavo un piatto nuovo e Gaia, il suo fratellino e mio marito davano il loro giudizio. Per i bambini per fortuna è stato un gioco, si sono divertiti parecchio! Le ricette che negli anni hanno avuto punteggio più alto, sono state riunite e pubblicate.

Sei stata molto brava, hai trasformato un momento difficile che poteva creare ansie e capricci, in un’occasione di divertimento e gioia! Dove hai trovato questa forza?
Ammetto che non è stato facile, ma ho riflettuto a lungo sul prezzo che Gaia deve pagare ogni volta che si siede a tavola: una puntura di insulina. Quindi penso che una mamma non si possa accontentare di mettere un cibo qualsiasi nel piatto, ma debba piuttosto preparare un cibo “speciale” i cui ingredienti principali sono sicuramente cura e amore.

Ma sei stata anche brava come cuoca! Immagino che riconvertire tutto il proprio sapere in cucina al nuovo concetto del senza glutine non sia così immediato…
Infatti! Ti faccio un esempio: quello che generalmente chiamiamo “farina”, intendendo la farina di frumento, nel senza glutine ovviamente farina non è. Quindi cambia tutto, è una vera rivoluzione! Ottenere la consistenza giusta negli impasti è un’arte, all’inizio pensavo, vedendo tutte quelle pappette molli, di sbagliare tutto, poi ho capito che le proporzioni farina/acqua cambiano totalmente rispetto agli impasti tradizionali.

Hai toccato un argomento molto delicato: gli impasti. Il pane, per esempio, è un’altra sfida, vero?
Certamente! Per fare il pane hai pochissimi ingredienti: acqua, farina e lievito, per cui non puoi “compensare” eventuali errori aiutandoti con altri prodotti. E il sapore è un altro traguardo non indifferente. Per mesi ho fatto il pane che sapeva di polenta perché usavo solo la farina di mais. Poi ho scoperto le altre farine e, mescolandole, ho ottenuto preparazioni che finalmente sapevano di pane!

Quindi che consiglio daresti a chi è alle prime armi?
Innanzitutto di non darsi mai per vinto, sapessi quanti impasti ho buttato in questi anni! Poi di provare con varie farine, senza sottovalutare le marche perché ciò che riesce con un tipo di farina tal dei tali, non riesce invece con un altro tipo. Io, infatti, nel mio libro specifico sempre quale farina ho utilizzato perché magari con un’altra non riesce, ma non è detto che non riesca anche meglio!