Da piccolo? mi vedevano come un fannullone

Da ragazzino gli piacevano le cose difficili e che portassero benefici anche agli altri.
«In famiglia mi vedevano un po’ come un fannullone», racconta ridendo. Ma anche oggi, non ha abbandonato l’idea di gioventù: «Chi fa questo mestiere con coscienza, lo fa come missione», afferma.Domenico Privitera, classe 1967,
proprietario e chef del ristorante Pane, Olio e Sale di Mascalucia, paese in provincia di Catania alle pendici dell’Etna, e presidente dell’Unione regionale cuochi siciliani, ha iniziato nel 1982, studente dell’istituto alberghiero di Giarre, dove insegnava Aurelio Buciunì, famoso chef di Taormina, «per me un maestro anche di vita», assicura. Dopo la scuola, Privitera lavora
in tutta Italia, con brevi esperienze all’estero, «ma sempre innamorato della mia Sicilia». Tra il 2008 e il 2009 gestisce il ristorante I tre bicchieri, a Catania. Poi, nel 2010, apre il Pane, Olio e Sale: «C’era la crisi, però non ci siamo fermati. Facevamo e facciamo anche la pizza,ma siamo stati i primi nel territorio a proporre quelle speciali».

La cucina? Siciliana ma alleggerita

 

La sua cucina è legata ai sapori e alla tradizione siciliana,ma con uno stile tutto suo: «Mi sono permesso di alleggerirla un po’, utilizzando i prodotti nelle giuste dosi». Olio extravergine di oliva, meglio a crudo.Meno zucchero. Sapori sviluppati nel soffritto, con l’uso delle alici sotto sale. E, soprattutto, la scelta attenta dei prodotti, locali e nazionali, un menu che cambia ogni mese e mezzo, per seguire il ritmo delle stagioni, e una “missione” chiara: «Nel cibo si deve cercare l’orgasmo del palato».