Pillola anti-celiachia: i farmaci contro gli effetti del glutine sono davvero efficaci? Lo abbiamo chiesto a Luca Elli, gastroenterologo presso il Centro Celiachia della Fondazione IRCCS Ca’ Granda di Milano.

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pillole_contro_la_celiachiaSi sta facendo un gran parlare delle “pillole contro la celiachia”, che da tempo promettono di trasgredire alla dieta gluten free senza correre alcun rischio. Una delle ultime a calamitare l’attenzione è stata quella messa a punto, dopo dieci anni di studi, dal ricercatore Hoon Sunwoo dell’Università canadese di Alberta: già sottoposta ai test clinici di sicurezza, sarà pronta per le analisi d’efficacia il prossimo anno.

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mese delle intolleranze al glutineMa non si tratta di un farmaco che potrà curare il disturbo, né tanto meno di un sostituto dell’alimentazione priva di glutine, che resta a tutt’oggi la terapia cardine per chi ha ricevuto una diagnosi di celiachia. «Questa e le altre pillole sono piuttosto dei tentativi sperimentali (nessuna di loro, si badi bene, è attualmente in commercio in Italia e nel mondo) che promettono solo delle saltuarie ingestioni di glutine», spiega Luca Elli, gastroenterologo presso il Centro Celiachia della Fondazione IRCCS Ca’ Granda di Milano. «Oppure possono consentire di tamponare qualche “incidente” alimentare che può verificarsi per esempio in viaggio o a cena a casa di amici».

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villi_intestinali_645COME FUNZIONANO LE PILLOLE?
Insomma, un trattamento farmacologico contro la celiachia è al momento impensabile, sia perché questi preparati sono tuttora al vaglio della ricerca, sia perché i loro effetti a lungo termine non si conoscono. «Quanto frequente potrà essere l’introduzione di glutine permessa dalle capsule in questione è ancora da provare», commenta Luca Elli.

Tutte, comunque, si prefiggono un obiettivo: non permettere al glutine di giungere a contatto col sistema immunitario, così da scongiurare lo scatenamento di quella reazione autoimmune che, attivando i globuli bianchi, innesca a cascata il processo infiammatorio alla base dell’atrofia dei villi intestinali.

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La pillola di Hoon Sunwoo utilizza, per esempio, degli anticorpi ricavati dall’uovo per mascherare il glutine, affinché possa attraversare il tubo digerente e penetrare nell’organismo senza problemi. Secondo il ricercatore, il celiaco potrebbe assumerla cinque minuti prima del pasto a rischio per ottenere una protezione di circa due ore dagli effetti del glutine. Il verbo al condizionale è d’obbligo perché, lo ribadiamo, la pillola non è ancora in commercio, e non si sa affatto quando potrà esserlo.

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Dieta senza glutine: ovvero + 7 Kg in 7 giorni… ALTRE PILLOLE ALLO STUDIO
Con l’intento di migliorare la qualità di vita dei celiaci, gli esperti hanno messo a punto anche alcune pillole costituite da enzimi capaci di tagliare le parti allergizzanti della molecola incriminata (come l’oligopeptide 33-mer), affinché non vengano esposte al sistema immunitario.

«Questo è senz’altro l’approccio studiato da più tempo, quello su cui si ha il maggior numero di dati e del quale si parla spesso ai nostri Congressi», sottolinea Luca Elli. Al vaglio degli scienziati vi è anche un farmaco anti-zonulina, in grado di chiudere le giunzioni tra le cellule che pavimentano l’intestino e d’impedire, pertanto, il passaggio del glutine (per la cronaca, la zonulina è una proteina che regola, appunto, l’apertura di tali giunzioni).

In attesa di un vaccino che possa prevenire i danni causati dalla celiachia, sono in fase di sperimentazione pure le pillole che inibiscono un enzima, la transglutaminasi: il suo blocco, infatti, previene la modificazione biochimica dei frammenti di glutine che, così alterati, finiscono per attivare più agevolmente la risposta immunitaria. È una strategia, per capirsi, che rende il glutine meno allergizzante e più tollerato dall’organismo.

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