Scuola e celiachia: dal nido alla primaria, sono tante le cose da sapere per un inserimento sereno. Dall’organizzazione della mensa alle riunioni con maestre e insegnanti, fino ai progetti ideati dall’Associazione Celiachia Italiana per la diffusione della cultura gluten free nelle scuole.

Abbiamo chiesto a Gaia Murarolli, autrice del bel blog Gingerglutenfree.com e mamma di Ginger, una bambina celiaca (che ovviamente va a scuola!), di parlarci della sua esperienza e di quella di sua figlia. Ecco cosa ci ha raccontato…

NIENTE PAURA E RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE!
«Cari genitori, se vostro figlio è celiaco e dovete affrontare la sua prima esperienza scolastica, molto probabilmente sarete assaliti da mille dubbi, incertezze e paure, come lo siamo stati noi!», dice Gaia.

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Tartine alle carote per bambiniCELIACHIA E ASILO NIDO
«Nostra figlia è stata diagnosticata celiaca a 14 mesi e la nostra esperienza di socializzazione e celiachia è iniziata molto presto, all’asilo nido», racconta Gaia. «La nostra è stata un’impresa collettiva: noi, la famiglia, le maestre, la cuoca della cucina interna, abbiamo tutti collaborato per far sì nostra figlia potesse vivere fin dal primo contatto col nido un’esperienza il più normale possibile, sotto il profilo emotivo e anche del gusto».

«Simona, la cuoca del nido, non aveva mai cucinato per bambini celiaci, ma non si è persa d’animo, ha messo a frutto la sua formazione in merito alle contaminazioni e ha sperimentato nuove ricette. Sono invece bastati alcuni incontri con le maestre per condividere esperienze e idee, e mettere a fuoco pochi ma essenziali punti per rendere il programma didattico no-gluten friendly: manipolazioni con alimenti senza glutine per tutti, e osservazione della diversità come valore e non come limite».

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il bambino celiaco a scuoalL’IMPORTANZA DI INFORMARSI E INFORMARE
«Poi sono venute la materna e la primaria», continua Gaia. «Ginger è sempre la sola e unica celiaca in classe, ma la sua piena coscienza del significato di questa diversità e l’aver trovato lungo il suo percorso insegnanti attenti e preparati, hanno favorito la sua completa integrazione con i compagni di classe.

Oltre che lavorare con i bambini e gli insegnanti, è però bene sapere che si può assumere un ruolo pienamente attivo nell’alimentazione fuori-casa dei nostri figli, grazie alla Commissione mensa scolastica a cui si può chiedere di partecipare per dare il proprio parere sul gusto, la quantità e il servizio offerti durante i pasti quotidiani. È anche possibile domandare di visitare la cucina, parlare con i nutrizionisti e chiedere informazioni sui prodotti gluten free offerti».

gluten-free-week-palermoPASTI UGUALI A PER TUTTI I BAMBINI!
La regola, che vale per tutte le scuole italiane, è di offrire pasti almeno all’apparenza uguali per tutti, al fine di evitare l’isolamento e la sofferenza emotiva del bambino che è costretto a seguire una dieta diversa, non per scelta ma per salute. Per fare un esempio, se in un giorno qualsiasi c’è la pizza per tutti, al bambino celiaco andrebbe offerta la pizza e non una fettina di carne ai ferri. Naturalmente, dev’essere una pizza senza glutine.

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bambino verdura«Ho interpellato in proposito l’AIC e mi è stato specificato che le dietiste hanno delle linee guida ed è a discrezione loro la scelta dei pasti. Ma se vostro figlio lamenta troppo spesso differenze o mancanze, avete il dovere e soprattutto il diritto di intervenire, affinché si provveda immediatamente ad aggiustare il tiro. I pasti senza glutine devono essere consegnati sigillati e devono riportare il nome del bambino; se vostro figlio o l’insegnante avvertono il minimo dubbio sull’idoneità della confezione o del preparato, devono chiederne la sostituzione, o quanto meno accertarsi che tutto sia a posto».

Storie senza glutine: Gaia De Laurentiis «Come ho affrontato la celiachia di mio figlio»

il bambino celiaco a scuolaIL PROGETTO AIC PER LE SCUOLE
Grazie al progetto In Fuga dal Glutine promosso dall’Associazione Italiana Celiachia, gli insegnanti della scuola dell’infanzia e della primaria, possono ricevere una formazione sul tema bambini e celiachia, e ridurre così il disagio dei minori celiaci nelle scuole. Informare gli insegnanti sulla celiachia, attraverso incontri con medici, dietisti e psicologi, porta a una migliore comprensione delle problematiche che possono insorgere per un bambino celiaco in un contesto sociale come la scuola. La maggiore conoscenza degli insegnanti porterà ad un atteggiamento positivo nei confronti del bambino stesso. Il progetto “In Fuga dal Glutine” prevede anche un piccolo libretto, che viene consegnato a tutti i bambini dell’istituto scolastico, non soltanto ai celiaci, in modo che attraverso il gioco impareranno a conoscere e a rapportarsi con le intolleranze alimentari.

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Fonte: «Pronti, partenza, via!» di Gaia Murarolli, Free n. 7, settembre 2015