Abbiamo incontrato Simona Ranieri, chef di origine vastese, che vive tra Londra e Milano, e il cui motto è “Allglutenfree”, perché per lei l’esperienza celiachia è stata una grande fortuna! Ha cucinato per noi le ricette di Pasqua del n. 2 di FREE, qui ci racconta di sé e delle sue iniziative.

Simona come nasce il tuo interesse per il mondo della celiachia?
Tredici anni fa, mentre stavo per partire alla volta di Dubai per lavoro, ho scoperto di essere celiaca. In quel momento mi è caduto il mondo addosso perché la mia vita, sia lavorativa che personale, avrebbe subito un totale sconvolgimento!

Perché, di cosa ti occupavi in quel momento?
Io sono cresciuta nel ristorante di famiglia, ho imparato a cucinare prestissimo, mio padre mi ha insegnato il valore dei prodotti genuini e mia madre mi ha sempre detto che “senza cuore e senza passione non si crea un buon piatto!”. Quindi avevo il mio spazio in cucina, dove ho sempre avuto la libertà di sperimentare e di dare sfogo alla mia creatività.

E poi cosa è successo?
Ho dovuto abbandonare il progetto di Dubai e poi anche il mio ristorante: non potendo assaggiare più i piatti che preparavo, non potevo più cucinare. Avevo subito pensato di fare due tipi di cucine, introducendo quella senza glutine, ma allora le informazioni erano pressoché inesistenti e la celiachia era vista come una malattia e un tabù. Allora ho deciso di viaggiare per aprirmi a nuove esperienze e per conoscere le spezie, e soprattutto nuove farine. In Asia, Malesia e Thailandia ho scoperto vari tipi di riso e soia, in Africa il teff (o miglio) e in America Latina la quinoa, il tutto quando in Italia questi ingredienti erano ancora sconosciuti.

E quando sei tornata?
Al mio ritorno, avendo imparato a mescolare i vari tipi di farine, ho deciso che potevo creare con questi ingredienti qualcosa di “gourmet”, perché la mia convinzione è che si può e si deve mangiare sempre bene! Spesso i prodotti gluten free contengono una serie di ingredienti che non c’entrano nulla con la ricetta, come l’alcol etilico, latte in polvere ecc. Quindi, ho iniziato a creare ricette ad hoc senza glutine e a organizzare cene per capire se ero sulla strada giusta e se era il caso di continuare…

Presumlogoo che sia andata benissimo…
Alla grande… Da lì ho iniziato il catering, le serate con chef stellati, e poi mi sono aperta a molte altre iniziative… Ho scritto insieme alla sommelier Adua Villa il libro Feste Gluten Free. Il gustoso mondo del senza glutine e dei vini naturali. E mi sono trasferita a Londra, dove ho creato I love gluten free, il mio marchio, che ha lo scopo principale di condividere con persone celiache e non, la ritrovata gioia di mangiare con gusto e con tutti in maniera sana. Il mio intento è fare una cucina adatta a tutti, mi metto nei panni di chi è a casa e non sa da dove iniziare. Quindi prediligo piatti semplici e non elaborati con prodotti “naturalmente senza glutine”.

Ecco, ci spiegheresti meglio questo concetto?
Per me la cucina senza glutine non può e non deve essere una cucina punitiva, ghettizzata, racchiusa in stereotipi e distante dal mangiare quotidiano di noi tutti. È per questo che parlo molto di “naturalmente senza glutine”, cioè di un’alimentazione dove prevalgono tutti quegli alimenti che in natura sono già gluten free. Quindi frutta, verdura, carne, latticini e farine alternative (come quella di canapa, fantastica per fare i dolci). Questo concetto si avvicina poi a un altro grande valore, e cioè che dobbiamo tutti mangiare sano, indirizzarci verso un’alimentazione “consapevole”, perché attraverso tanta informazione si può davvero cambiare il modo di alimentarsi.

È anche per questo che hai creato anche una tua linea di prodotti?
Esattamentenature. Non è una linea molto ricca, ma almeno sono prodotti di cui garantisco l’origine e la genuinità. Mio padre mi ha sempre insegnato la ricerca del prodotto di qualità e io, per esempio, che amo la quinoa, ne ho selezionato un tipo di cui conosco tutto il processo produttivo, dalla coltivazione alla lavorazione. Oltre alla quinoa, ci sono anche miglio, amaranto, semi di chia, prodotti di cui mi fido perché ne conosco la provenienza. Alla mia linea Simona Ranieri Nature ho aggiunto anche le marmellate, tutti prodotti di nicchia di cui garantisco origine, qualità e bontà!

Ed è sempre in quest’ottica che nasce I love gluten free living room Milano?
Esattamente. Ho volutlivingo creare un posto, particolarmente collegato all’evento dell’Expo, dove ci si incontra, dove si parla di gluten free e dove si mangia bene, ma con semplicità e con prodotti naturali. Con me ci sono anche la sommelier Adua Villa e lo styletaster Alejandro Winophy, figure essenziali per completare il quadro “nature”, che mi affiancano anche nei nostri corsi di cucina naturalmente gluten free.

Per concludere, sei soddisfatta di ciò che hai creato fino ad oggi?
Io lo dico sempre: sono stata fortunata! Ritengo che la celiachia per me sia stata un grande dono, perché mi ha aperto gli occhi su un mondo sconosciuto, perché mi ha spinto e insegnato ad alimentarmi meglio e perché mi ha aperto anche un orizzonte meraviglioso dal punto di vista professionale!