STORIE SENZA GLUTINE: oggi abbiamo incontrato una persona speciale, Angelo Bello, che dopo essersi occupato di marketing dei prodotti senza glutine presso un’azienda francese, dal 2009 è Responsabile R&D in Farmo, azienda leader di prodotti gluten free. Celiaco dalla nascita, ci racconta come la scelta del suo lavoro non sia affatto una casualità, ma un sogno realizzato!

Angelo, lei è celiaco dalla nascita, ci racconta la sua esperienza? Come e quando lo ha scoperto?
Sono uno di quei “fortunati” diagnosticati in età pediatrica e ricordo i periodi di sofferenza dovuta al non seguire la dieta e per l’attesa della diagnosi corretta. Ricordo soprattutto, da bambino, le facce dei miei compagni quando cercavo di spiegare loro cosa non potevo mangiare e ancora di più il fatto, 30 e più anni fa, di considerarmi “unico” in tutto il mio paese. Ma ora c’è molta più facilità di diagnosi…

Oggi il suo ruolo nell’azienda è determinante per la ricerca di nuovi prodotti gluten free, come è nata questa coincidenza tra lavoro e salute? E’ stato casuale?
Probabilmente la prima parola che ho imparato a leggere è stata “frumento”! Ho da sempre, per ovvi motivi, prestato partAngeloBello_2webicolare attenzione all’ingredientistica dei prodotti alimentari e alla loro etichettatura. Poi, crescendo, è maturato sempre di più il sogno e poi l’idea di provvedere da solo a realizzarmi i prodotti: non immaginate il piacere di assaggiare un panettone dopo anni di Natali senza dolce!

Lei ha la possibilità di “aiutare” il mondo della celiachia grazie al suo lavoro. In questo senso si sente un privilegiato? Come è cambiato il suo modo di vivere la celiachia da quando ricopre questo ruolo?
Se facesse la stessa domanda a uno chef, le risponderebbe che la maggior gratificazione è la soddisfazione del suo avventore. Allo stesso modo non nascondo che si prova soddisfazione a permettere a tutti di poter provare sapori e gusti che altrimenti sarebbero negati. Vivere da dentro il mondo del “senza glutine” porta a una maggiore consapevolezza del lavoro, delle attenzioni e della passione che c’è dietro un pacchetto di frollini.

Cosa ha imparato da questa esperienza a livello personale?
Siamo un’azienda che cerca di fare quello che non esiste. Ho imparato, e il Dottor Giai è il primo a spronarci, che bisogna sempre provarci, che non bisogna perdere tempo a trovare le giustificazioni degli insucessi ma di investire piuttosto il tempo nella ricerca delle soluzioni.

Secondo lei come è cambiata la vita dei celiaci di oggi rispetto a 20 anni fa?
Quella di adesso è una pacchia! Si può dire pacchia? Offerta di molti prodotti in versione gluten free, qualità sensoriale praticamente pari al convenzionale (provi qualcuno dei nostri frollini!), reperibilità dei prodotti anche nella grande distribuzione e ancora l’informazione che c’è nel mondo della ristorazione: non è più “vietato” mangiare fuori casa.

Quali nuove linee di sviluppo state affrontando per i prodotti?
La sfida è a livello sensoriale. Senza glutine lo diamo ormai come prerequisito, il prodotto deve essere buono! Stiamo lavorando sulle specialità di pasticceria italiana, non ultime le Melighe, e internazionale. Altro punto è l’utilizzo di materie prime con benifici nutrizionali (riso integrale, amaranto, quinoa) in applicazioni più comuni come per esempio nel caso della pasta. Inoltre, il continuo aggiornamento sulle materie prime innovative occupa molto del nostro tempo.

C’è una cosa che ancora non è riuscito a realizzare riguardo ai prodotti?
Per fortuna sì ed è il motivo per cui avrò un lavoro anche domani! Basta fare un giro al supermercato e vedere quanti altri prodotti debbano essere ancora convertiti in “gluten free”.