Storie senza glutine: Gaia De Laurentiis «Come ho affrontato la celiachia di mio figlio». Gaia De Laurentiis, attrice, conduttrice e madre di quattro figli, ha affrontato la celiachia di Sebastiano, il figlio maggiore oggi diciottenne, con ottimismo e positività. Ce ne parla in questa intervista in esclusiva per Free!

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gaia del laurentiisGaia De Laurentiis sa tutto sulla celiachia. Si avvicina e mi mostra una App sul suo cellulare, e spiega: «Ecco, vede: mi dice quali sono i ristoranti gluten free nella zona in cui mi trovo».

Gaia, 45 anni, capelli biondi e sguardo da ragazzina, è mamma di Sebastiano, 18 anni, celiaco (l’attrice ha anche altri tre figli più piccoli: Emma e Massimo, avuti dal marito, il neurochirurgo infantile Ignazio Ardizzone, e Agnese, nata dal matrimonio col regista televisivo Maurizio Catalani). La conduttrice è anche testimonial dell’AIC, l’Associazione Italiana Celiachia. E qui ci racconta di suo figlio, che chiama vezzosamente “Seba”.

Gaia, come ha scoperto la celiachia di Sebastiano?
«Si è manifestata con lo svezzamento, verso il quinto mese di età, ma è stata diagnosticata quando Sebastiano di mesi ne aveva 19. Al tempo la celiachia non era molto conosciuta. Seba aveva diarrea frequente, cresceva poco, aveva il pancino gonfio, era nervoso e agitato. A volte vomitava anche dopo un solo cucchiaio di minestrina… Tutti sintomi classici, come ho scoperto dopo».

gaia de laurentiisQuello deve essere stato un periodo complicato…
«Sebastiano è stato il primo figlio, e non avevo nessuna esperienza. Ho consultato tantissimi medici. Una volta, quando Seba aveva un anno, un pediatra mi disse che il bambino aveva qualche problema psicologico e che io avrei dovuto assolutamente rivedere il rapporto con lui!

Per fortuna, in Sardegna, alla Maddalena, un giovane medico della Marina Militare che lo visitò per una brutta influenza ipotizzò che dietro ai suoi malesseri frequenti potesse esserci la celiachia e mi indirizzò all’ospedale Bambino Gesù di Roma. Ricordo che il medico dell’ospedale, appena vide Sebastiano, fece la diagnosi. Che fu poi confermata da una serie di esami e dalla gastroscopia».

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Qual è stata la sua prima reazione?
«Ho tirato un sospiro di sollievo. Ero talmente spaventata al pensiero che avesse chissà quale brutta malattia, che la realtà mi è sembrata meno difficile da affrontare. Ormai mi stavo convincendo che potesse davvero esserci una qualche ragione psicologica dietro ai malesseri di Seba. Io e il padre di mio figlio (il produttore Fernando Ghia, morto quando Sebastiano aveva 8 anni, n.d.r.) avevamo passato mesi da incubo».

gaia de laurentiisDopo la diagnosi, come è cambiata la vita familiare?
«Non c’è stato nessuno stravolgimento, perché ho cercato di vedere le cose in maniera positiva. In fondo, basta eliminare una sostanza, il glutine, per vivere bene. Certo, in quegli anni non c’erano molti prodotti per celiaci.“Ok, Seba mangerà bistecche e insalata tutta la vita”, mi sono detta. Poi, piano piano, ho scoperto un mondo di proposte e di prodotti, e negli anni il mercato si è arricchito tantissimo. Anzi, non riesco neanche a star dietro a tutte le novità! Sfogliando FREE – L’arte di vivere senza glutine ho scoperto un marca che non conoscevo».

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Quali sono i piatti preferiti di Sebastiano?
«Oggi l’autonomia di mio figlio, che frequenta il liceo aeronautico perché vuole diventare pilota, è totale. A tavola apprezza tutto ed è un vero mangione. Anzi, credo che ogni tanto mangi anche cibi che non dovrebbe, come ad esempio le brioche… Questo non gli crea particolari problemi, ma io me ne accorgo perché diventa nervoso e irrequieto. Mangia spesso fuori casa, ormai i locali che propongono menu senza glutine sono sempre di più. Comunque, tra i suoi piatti preferiti ci sono la pizza e anche i panini gluten free di McDonald’s».

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Nella vita di tutti i giorni come si organizza, anche con gli altri tre figli?
«È semplice. Per la pasta, metto su due pentole. Se non ho tempo, come qualche volta è capitato, preparo per tutti pasta gluten free. Anche se i costi di questi prodotti sono un po’ alti. Sebastiano ha un contributo di 140 euro al mese, che è un bel sostegno. Di solito, quando sono a casa, faccio io pane, dolci e biscotti gluten free. Anzi, mi piacerebbe seguire uno dei tanti corsi di cucina senza glutine».

Lei che dieta segue?
«Forse anche io ho una certa sensibilità al glutine, quella che si chiama “gluten sensitivity”. Per questo mangio molti cereali, per esempio la quinoa, e alla pasta preferisco il riso. Questo leggero fastidio verso il glutine mi ha portato a scoprire la bontà di lenticchie, fagioli e ceci, che anche Sebastiano mangia volentieri».

Il segreto per una buona alimentazione infatti è variare e assaggiare sempre nuovi alimenti gluten free… Grazie Gaia, e in bocca al lupo a Sebastiano!

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