Oggi facciamo una chiacchierata con Gloria Dal Ferro, con cui affrontiamo un argomento delicato molto importante, perché interessa molte donne celiache: la correlazione tra infertilità e celiachia nelle pazienti diagnosticate “tardi”.

Una spiacevole conseguenza di questa malattia autoimmune, che può essere evitata con la prevenzione e la diagnosi precoce nelle donne.

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Allora Gloria: da quanto sai di essere celiaca?
«Ho scoperto di essere celiaca, o “diversa”, come mi piace definirmi, solo da 8 anni. Ma attenzione, per me la celiachia non è una malattia: le malattie ti invalidano, la celiachia ti fa scoprire nuove strade, nuovi mondi, nuovi amici… o almeno così è come ho deciso di viverla io!»

Ci racconti come la celiachia ha influito sui tuoi tentativi di diventare mamma?
«Certo! Ahimé, mi sono proprio scontrata con un mondo allora a me sconosciuto: la terra del “vorrei ma non riesco”, ossia quel fantastico mondo della procreazione alla quale solo pochi eletti accedono senza alcuno sforzo.

La prima volta sono stata da una ginecologa dopo che da un anno tentavo inutilmente di restare incinta. Venni liquidata con un semplice «Mah, lei è ancora giovane, non ci pensi che arriva!». La seconda volta trovai una dottoressa un po’ più scrupolosa e attenta, che dopo un’anamnesi dettagliata, prescrivendomi vari esami di controllo, mi disse che mammagravidanzanon ero la prima paziente celiaca che seguiva e che alcuni studi dimostrano quanto questa malattia autoimmune possa influire sulla fertilità delle donne.

Mi fu anche detto che se si seguiva una dieta senza glutine questo non avrebbe dovuto creare problemi alla procreazione, ma anche che succedeva spesso che donne diagnosticate in tarda età ma a dieta da diversi anni, avevano comunque numerose difficoltà a restare incinta. Sinceramente rimasi abbastanza scioccata: non mi ero mai posta il problema, non essendomi mai posta il problema della celiachia in sé, ma devo dire che quella fu la prima e ultima volta nella mia vita in cui mi chiesi “perché proprio io?”.»

E allora cosa hai fatto?
«Ho approfondito la correlazione tra celiachia e infertilità, imbattendomi anche in ricerche di dubbia provenienza e rimedi alquanto caserecci al limite del ridicolo. Ho letto anche qualche spunto interessante, anche se la solfa era sempre la stessa: “Se segui correttamente la dieta senza glutine, la celiachia non influisce sulla fertilità”. Io ero sotto controllo, i valori erano a posto eppure, come me, altre donne celiache da non molto diagnosticate avevano i miei stessi problemi. Allora forse ci voleva più tempo per “ripulire l’organismo”?

Dovevo forse seguire i rigidi dettami di coloro che lavano le scatole dei prodotti comprati al supermercato, cambiano spugna a ogni lavaggio, obbligano qualsiasi commensale sieda alla loro tavola a pronunciare un giuramento contro il glutine in ogni sua forma e contaminazione?

Sinceramente non ho mai creduto negli estremismi di qualunque genere, perciò non avrei cominciato proprio ora a seguire certe regole assurde… Certo è che dopo quasi 5 anni di estenuanti ricerche, esami a dir poco “lesivi della privacy”, dottori svogliati e disumani, quasi quasi ti viene il sospetto che forse trasferirti in Tibet a nutrirti di meditazione e bacche di Gogj (naturalmente senza glutine) forse non è una prospettiva così assurda.»

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Però non ti sei trasferita, a quanto pare…
«No. Ho deciso di seguire la strada della medicina, quella occidentale, e anche quella orientale a dire il vero. Le cure proposte per l’infertilità spaziano dal più “blando” cocktail di ormoni iniettato quotidianamente in pancia con monitoraggi ecografici vari sino alla “schiusura delle uova” e conseguente atto amatorio (poco romantico, è vero, ma dovuto), alle più invasive e faticose inseminazioni (alle quali per fortuna non sono arrivata). Ma accanto a questa medicina tradizigravidanzaonale si trovano una serie di rimedi, più o meno scientifici, che a me sono stati di grande aiuto. L’agopuntura è stata per me una chiave di svolta e la consiglierei a chiunque; esiste qualche medico specializzato in questa tecnica finalizzata proprio alla fertilità, e con ottime percentuali di successo (superiori al 60%). Assieme a questo ho deciso di ricorrere anche a metodi meno scientifici ma dal sicuro benessere psicofisico, come la meditazione e il ricorso a tecniche di “riequilibrio” dello spirito. Molti diranno che sembrare idiozie, ma posso assicurare che se non altro ti servono a non sbarellare ogni volta che quel maledetto test segna una sola lineetta.»

Non resta che dare l’annuncio, allora!
Ebbene, non so a cosa dare il merito, se alla scienza, alla tenacia, o al pensiero positivo ma quest anno, dopo 5 anni che mi hanno letteralmente cambiato la visione che abbiamo della vita, abbiamo finalmente ricevuto la notizia più bella del mondo: aspettiamo un piccolo/a, dono per Natale!

La mia avventura di mamma è solo all’inizio, sto ancora decidendo se posso permettermi di essere felice o se è meglio pazientare ancora un po’, ma sto già studiando come diventare un’ottima mamma di eventuale celiaco, e come spiegare a mio figlio che la celiachia non è un problema, ma un’opportunità!