A tu per tu con Minnie, parmigiana doc, con un amore sconfinato per i viaggi, a cui non ha mai rinunciato, nonostante la celiachia, perché il suo motto è: “mai rinunciare a un viaggio, meglio rinunciare a un piatto di pasta!”.

Minnie, come hai scoperto di essere celiaca?
Grazie alla mia nipotina, che è risultata celiaca all’età di due anni e mezzo. Da lì ho fatto gli accertamenti ed è risultato che ero celiaca: avevo 27 anni. All’inizio è stata proprio una sorpresa, anche perché ero asintomatica, la sola cosa che risultava da sempre nelle analisi era la carenza di ferro…

Tu ami molto viaggiare, hai anche un blog dove racconti i tuoi viaggi: Viaggiare senza glutine. Da dove nasce questa passione?
Già da giovanissima viaggiavo molto, come assistente ai gruppi in vacanza, poi ho continuato con viaggi organizzati verso mete per lo più tradizionali, fino a scegliere via via luoghi meno scontati e a cercare di progettare tutto da sola.DSCN0704

E come fai a organizzarti con il cibo gluten free? Porti con te scorte infinite?
Inizio la preparazione molto prima: scelgo una meta, poi guardo com’è la cucina locale per capire se posso sopravvivere con cibi naturalmente privi di glutine e con piatti locali, e poi avviso le strutture dove soggiornerò. La mia ricerca è quasi esclusivamente su Internet e ho notato che se cerco su Google in lingua inglese o nella lingua del paese di destinazione invece che in italiano, ottengo molti più risultati e informazioni.

E quando sei nel posto?
Se il paese che sto visitando è “gluten friendly”, allora mi avventuro anche nella ricerca di panetterie e pasticcerie per trovare i prodotti tipici… Poi, è indispensabile avere la “celiac card”, per essere in grado di spiegare nella lingua originale che sono celiaco, oltre al fatto che vale la pena anche conoscere l’associazione celiachia di quella nazione. In ultimo, bisogna essere anche pronti a fare un po’ di fame!

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Addirittura?IMG_0695 Cosa intendi?
Beh, nel mio viaggio in Giappone, per esempio, mi è capitato di non poter bere neanche il tè! Ero in un tempio e mi hanno detto che si trattava di un tè d’orzo del quale non ne immaginavo neppure l’esistenza ed ovviamente non potevo berlo! Vero o non vero, ho preferito non rischiare! In questo viaggio è stato tutto un po’ complicato, i giapponesi non sanno neanche cos’è il glutine, quindi immagina riuscire a spiegarglielo con tutti quegli ideogrammi! Una follia!

Allora quali paesi, tra quelli che hai visitato, ritieni sia gluten friendly?
Sicuramente prima di tutti gli Stati Uniti, sono proprio anni luce avanti a noi! Poi il Brasile, anche se sono facilitati dalla cucina locale, tutta a base di farina di tapioca, manioca, pesce e frutta. Però le etichette degli alimenti sono insuperabili, anche nella bottiglietta d’acqua c’è la scritta “nao contem gluten” ovvero non contiene glutine ! In Europa, invece, prima tra tutte Londra,spiaggia brasil seguita dai paesi nordici e dalla Spagna, poi Italia e Portogallo. Come fanalino di coda, invece, la Francia, che è ancora molto indietro!

Cosa metti in valigia oltre ai prodotti gluten free?
Mah, non credere sai, porto solo qualche cosa per la colazione, tipo plumcake, biscotti, crackers, ma non molto, per viaggiare bisogna essere leggeri, di testa e in valigia! La mia teoria è che si può rinunciare a dei piatti per vedere un posto nuovo, no? La celiachia non deve essere un ostacolo a viaggiare, è tutta questione di abitudine e di organizzazione, il peggio che può capitarti è che salti un pasto!