Continuano gli appuntamenti di Storie senza glutine: questa volta abbiamo chiacchierato con Sonia P., 49 anni, impiegata, che ha scoperto solo recentemente, all’età di 41 anni, di essere celiaca.

Come lo hai scoperto?
A 19 anni ho iniziato a essere anemica di ferro, ma i medici non hanno mai scoperto la causa. Poi ho cambiato medico e la nuova dottoressa ha ipotizzato potessi essere celiaca. In effetti avevo anche sempre sofferto di disturbi intestinali, ma venivo curata per “colite spastica”. Ricordo ancora che da bambina ogni mio mal di pancia veniva imputato a un colpo d’aria o alla mia colite. Ricordo che le nonne sferruzzavano per me dei pantaloncini di lana per tenermi al caldo, ne avevo tanti, di tutti i colori. Ma che fastidio mi davano!

Quindi da bambina nessun sospetto?
Ma, ripensandoci, mi ricordo che crescevo poco, ma per i medici era tutto sotto controllo. Poi, non sono mai stata magra, una delle caratteristiche dei celiaci, e questo forse ha portato fuori strada un po’ tutti…

Come hai reagito alla diagnosi?
All’inizio mi sono documentata molto su Internet e devo ammettere che qualche anno fa si trovava già abbastanza materiale e anche i supermercati, anche se non erano riforniti come oggi, erano già attrezzati. In questa fase L’Associazione Italiana Celiachia è stata una manna dal cielo, perché mi ha supportato e guidata grazie al materiale di cui mi riforniva in quanto socia.

Qual è stato il momento più difficile?
Sicuramente all’inizio, facevo un po’ di confusione quando mangiavo… sceglievo cibi che non mi piacevano o che in quel momento non mi andavano, ero terrorizzata dalla presenza del glutine ovunque… anche alla mensa, dove lavoro, non erano ancora attrezzati, quindi dovevo sempre accertarmi che non ci fosse stata contaminazione con altri piatti “pericolosi”. Ora è un’altra storia, so che cuociono la pasta apposta per me, che se prendo il riso posso stare tranquilla che non ha cotto nella stessa acqua della pasta, ecc.

Parli di un miglioramento generale, quindi oggi come vivi la tua celiachia?
Bene direi, faccio una vita “normale”, se vado a cena fuori non necessariamente scelgo ristoranti gluten free, ma opto per i locali che conosco e di cui mi fido. Solo se voglio mangiare la pizza, allora scelgo rigorosamente quelli della guida AIC. Adoro la pizza, farei follie per mangiarla tutti i giorni, per cui devo stare attenta e scegliere i posti giusti.

E se vai ospite a casa di qualcuno?
Sono tutti molto carini, mi chiamano e mi chiedono se posso mangiare un piatto piuttosto che un altro, hanno imparato ad organizzarsi anche loro! All’inizio, però, confesso che per il timore di dare loro troppo disturbo, declinavo l’invito e magari li raggiungevo dopo per prendere insieme il caffè. Ora non lo faccio più perché mi sono accorta che rischiavo di diventare un po’ troppo asociale!

Cosa consiglieresti oggi a un celiaco: una cosa da fare e una da evitare?
La prima cosa importante secondo me è scegliere un centro diagnostico molto buono dove essere seguiti e assistiti anche dal punto di vista psicologico, un aspetto da non trascurare. Poi consiglierei di limitare nella propria dieta quotidiana i prodotti gluten free: io mi sono accorta di essermi lasciata un po’ prendere dalla golosità e di essere ingrassata! Spesso merendine, snack, biscotti sono molto calorici, quindi se si riesce ad approfittare degli alimenti senza glutine che la natura offre, è meglio!

Hai imparato qualcosa di positivo da quest’esperienza?
Beh, ho scoperto di essere una persona ligia e con una buona dose di volontà! Seguo la mia dieta gluten free molto attentamente e credo che se volessi potrei applicare la stessa determinazione anche in altre cose!