Oggi vi invitiamo a scoprire la storia di Valeria N., 36 anni, milanese, esperta marketing, che ci ha raccontato come e quando ha scoperto di essere celiaca.

Allora Valeria, quando è iniziata la tua avventura nel mondo della celiachia?
Ufficialmente è iniziata 3 anni fa, ma i primi sintomi si sono manifestati già a 28 anni, quando non mi sentivo bene, non digerivo ed ero molto stanca. Avevo fatto i rast per le intolleranze alimentari, ma erano risultati negativi, il medico diceva che c’era qualche problema, ma nulla di grave.

Come siete arrivati allora alla diagnosi?
È stato l’endocrinologo: avevo problemi alla tiroide e lui mi ha fatto fare gli esami del sangue per indagare la celiachia, e sono risultati positivi. Poi mi ci sono voluti 3 anni per convincermi a fare la gastroscopia: a 33 anni ho avuto la certezza definitiva.

Com’è cambiata quindi la tua vita?
All’inizio è stato uno shock perché ho dovuto rinunciare alla pasta e alla pizza, che adoro, ma devo ammettere che senza ingerire glutine io sono rinata immediatamente! Inoltre, ho riniziato a fare sport e a uscire con gli amici, perché prima mi sentivo addosso una stanchezza assurda e la sera non vedevo altro che il letto! A parte questo, ho dovuto imparare un po’ a gestire il cibo, soprattutto fuori casa: in ufficio per fortuna non ho avuto problemi, alla mensa cucinano appositamente per me! In più, oggi c’è una scelta e una varietà di prodotti molto ampia, che rende più facile “sopravvivere”, addirittura mi è capitato di trovare al bar prodotti di pasticceria gluten free! Certo, paghi 2 euro 20 g di dolcetto, ma vuoi mettere la soddisfazione?

E a casa come ti sei organizzata?
Mio marito ormai mangia come me, non era possibile pensare a due tipi di cucina differenti, e devo dire che lui si è adattato senza problemi. Per il resto usciamo e andiamo al ristorante come facevamo prima.

Come ti trovi nei locali che frequenti?
Beh, diciamo che molti ristoranti non sono ancora attrezzati! Spesso se vado a cena fuori vorrei ordinare il riso, ma ormai un buon risotto è difficile trovarlo, è stato tolto da molti menu perché è un piatto elaborato con tempi di cottura lunghi. Un giorno ho chiesto se nel riso alla marinara era stata utilizzata della farina nel condimento, e il cameriere, per non correre rischi, mi ha portato un piatto di riso bollito con sopra del pesce bollito! Immangiabile! Se penso che ultimamente sono stata in Austria a sciare e che, con mia sorpresa, nel menu, vicino a ogni piatto, erano indicati gli allergeni presenti in ogni singola ricetta! Incredibile!

Vai spesso a cena da amici? Ti porti qualcosa da casa oppure ti affidi a loro?
Scherzi? Loro sono bravissimi e super organizzati: mi inviano sul cellulare il menu e la lista della spesa in modo che io possa segnalare eventuali problemi.

E quando viaggi?
Solitamente avviso con una mail preventiva e chiedo di trovare almeno del pane per la colazione, se no mangio lo yogurt e un frutto. Però una volta, a Roma, dove alloggiavo, mi hanno fatto trovare tutto un cestino della Schär con ogni ben di Dio!

E all’estero?
Sono stata recentemente negli Stati Uniti, ma lì è tutto più semplice perché l’alimentazione gluten free è vissuta come un regime dietetico sano e quindi è anche molto di moda.

Sei una persona solare, positiva… ma hai mai avuto un momento di debolezza?
Sicuramente all’inizio ho avuto qualche cedimento, lo shock iniziale è che devi cambiare le tue abitudini, quindi devi trovare il modo di reinventarti. Però non ho mai vissuto la celiachia come una malattia, ma solo come un “disagio”.

Quindi la tua vita sociale non ha subito contraccolpi?
Direi proprio di no, forse l’unica che ha dovuto proprio rivoluzionare il suo modo di cucinare è mia madre! Lei adora cucinare e invitarci tutti a pranzo o a cena, quindi ha imparato a cucinare senza glutine perché non poteva minimamente pensare che io potessi mangiare piatti di serie b. All’inizio non è stato facile, ha dovuto sperimentare, capire come dosare gli ingredienti, ma ora è una chef gluten free fantastica!

C’è qualcosa di positivo in tutta quest’esperienza?
Ho imparato ad arrangiarmi! Io sono una persona che vorrebbe controllare tutto e ho capito che questo non è possibile quando devi riadattare la tua vita a nuovi standard, quindi in questo senso ho imparato ad ammorbidirmi, a essere più conciliante.