Funziona così: ogni sei settimane un menù interamente senza glutine viene servito sulle tavole delle mense della scuola elementare e dell’infanzia. Accade a Fiorenzuola d’Arda (Piacenza). Idea efficace e solare per centrare un obiettivo strategico: diffondere la conoscenza della celiachia, avvicinando i bambini “non intolleranti” ai piatti degli amichetti celiaci. Ecco la mission di «Tutti a tavola, tutti insieme», promossa dall’Associazione Italiana Celiachia. L’assessore alla Pubblica Istruzione Sara Lusignani spiega che l’iniziativa nasce dalla percezione di un disagio. «Sì, il disagio di alcuni bambini celiaci ai quali, in mensa, vengono offerti formati di pasta e pane adatti alla loro intolleranza, però “diversi” da quelli destinati agli altri». Da qui la volontà di creare un’occasione per mangiare tutti assieme gli stessi cibi.

IL PRANZO È SERVITO! – Un’iniziativa per comunicare ai “grandi”, insegnanti e genitori, che «se un amichetto di nostro figlio intollerante al glutine dovesse venire a mangiare a casa nostra», dice Lusignani, «non dobbiamo farci prendere dal panico né comprare prodotti ad hoc per lui. Basterà seguire poche, semplici accortezze per evitare ogni contaminazione e preparare un buon risotto, una bistecchina o delle polpette o un polpettone senza pane, con un po’ di verdura. E il pranzo è servito!». Rimarca il concetto Simonetta Mastromauro, membro dell’AIC e mamma di una bimba celiaca: «La celiachia non deve diventare motivo di esclusione sociale ma, come per ogni diversità alimentare, prima di tutto va conosciuta».

SCENARI FUTURI – Oggi l’unica strada per domare la celiachia, intolleranza permanente al glutine (un complesso proteico presente in diversi cereali), è la dieta gluten-free. E su questo fronte non mancano le novità scientifiche. L’ultima? Un team di ricercatori dell’Istituto di Scienze degli alimenti e della Nutrizione (Isan) della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica di Piacenza ha realizzato in via sperimentale pane e pasta gluten-free utilizzando tra gli ingredienti la farina di fagiolo. In tal modo sono riusciti a ottenere prodotti non solo con una maggior resistenza alla cottura e con caratteristiche di gusto e profumo eccellenti, ma nello stesso tempo a ridurne l’Indice glicemico, il potere cioè degli alimenti di condizionare le impennate della glicemia.

E. R.